La storia di Eduardo

Credo nella forza della solidarietà. Come volontario AIL, metto a disposizione il mio tempo, l’ascolto e il sostegno per portare speranza e vicinanza a chi affronta la malattia e ai loro familiari.

Sono diventato volontario in AIL Palermo-Trapani perché sentivo il bisogno profondo di restituire un po’ del bene che ho ricevuto. Come paziente oncoematologico, so cosa significa affrontare la malattia, tra paure e speranze, e quanto possa fare la differenza anche un semplice gesto di vicinanza. Credo nella forza della solidarietà e nel valore umano dell’ascolto. Per me l’AIL non è solo un’associazione, ma una famiglia che sostiene, accompagna e dà speranza. Offrire il mio tempo è il modo più bello che conosco per dire “grazie” e per stare accanto a chi oggi sta vivendo quello che vivo anch’io.

Svolgo il mio servizio di volontariato presso la sezione AIL Palermo-Trapani, dove ho il privilegio di ricoprire il ruolo di Responsabile della Segreteria, un vero cuore pulsante dell’Associazione. Ogni giorno, insieme a meravigliosi colleghi volontari, ci dedichiamo all’accoglienza, all’ascolto e all’attivazione dei servizi di cui pazienti e famiglie hanno bisogno. Spesso basta una parola gentile o un sorriso per far sentire loro che non sono soli, e questo per me ha un valore immenso. Partecipo anche alle campagne nazionali e agli eventi di sensibilizzazione, contribuendo all’organizzazione e alla distribuzione dei materiali promozionali. Amo profondamente il contatto con le persone: in ogni incontro, in ogni gesto, ritrovo il senso più vero del volontariato. Insieme agli altri volontari, mi impegno per raccogliere fondi che sostengano la ricerca e offrano sostegno concreto a chi affronta la malattia, con la speranza che il nostro impegno possa trasformarsi, un giorno, in una vita salvata o in un sorriso ritrovato.

Sì, ricordo un momento durante una raccolta fondi, quando una signora si è avvicinata per raccontarmi che suo figlio era stato aiutato dall’AIL nei mesi più duri della malattia. Mi ha ringraziato con una gratitudine profonda, anche se io avevo fatto solo un piccolo gesto. In quell’istante ho capito che, a volte, basta poco: un sorriso, una parola gentile, una presenza sincera, per far sentire alle persone che non sono sole. È lì che ho percepito davvero il senso del mio essere volontario.

Sostenere l’AIL è importante perché rappresenta una speranza concreta per tante persone che ogni giorno lottano contro leucemie, linfomi e mielomi. L’associazione, che non riceve fondi pubblici, sostiene la ricerca e offre un aiuto reale ai pazienti e alle loro famiglie, accompagnandoli con servizi gratuiti che alleviano il peso della malattia e donano un po’ di serenità. Contribuire all’AIL significa credere in un futuro in cui queste malattie siano sempre più curabili e la speranza sempre più forte.

La mia storia di volontariato è la storia di un incontro: tra fragilità, speranza e desiderio di esserci.