La storia di Ivan

Io sono Ivan, sono un paziente oncoematologico, sono stato trapiantato di midollo osseo già da sei anni.
Ho trent’anni e ad oggi vivo la mia vita tranquillamente. Lavoro, sto con la mia compagna, con la mia famiglia, mi alleno, ho i miei hobby e sono felice, sto bene.
Eravamo reclusi, se così si può dire, eravamo in pieno covid fondamentalmente. I primi sintomi sono spuntati circa l’inizio del 2020, sarà stato febbraio più o meno. Dopodiché c’è stato il lockdown, io sono stato a casa come tutti e i sintomi li ho praticamente avuti tutti, dal primo all’ultimo. Però li ho avuti distaccati l’uno dall’altro, quindi tutto potevi immaginare, tranne che potessi avere comunque la leucemia. Fin quando poi il 10 giugno del 2020 è arrivata la diagnosi. Ho fatto un esame di routine il 10 giugno del 2020 e da lì hanno visto che i valori non erano proprio ottimali e mi hanno consigliato di venire in ospedale al Cervello. Da lì poi mi hanno detto appunto che avevo la leucemia.
Sul momento non capisci più niente. Io ho passato tanto tempo a chiedermi perché, ma fondamentalmente non c’è un perché. Ti viene e basta, non c’è una causa scatenante, non c’è nulla. Però ho detto “perché non a me?”. Infatti sono stato abbastanza forte da poterlo superare.
Difficoltà sì, tante, ma fortunatamente sono riuscito a superarle e affrontarle nel miglior modo possibile. Ho sempre avuto Erika come compagna, non mi ha mai abbandonato e mi ha lasciato solo. Così come non mi hanno mai abbandonato i miei familiari, la mia famiglia, nonché mio fratello Andrea, il mio donatore.
La prima persona che ho conosciuto è stata Claudia, la dottoressa Claudia Lo Castro. Non mi ha mai abbandonato neanche lei, è sempre stata vicino a me. Sia durante i miei momenti in ospedale, in ricovero, sia nei momenti a casa. Si è sempre messa a disposizione, mi ha sempre detto di poterla chiamare l’unica volta che io ne avessi la necessità. E tuttora c’è, c’è sempre stata e continua ad essere, c’è ancora a distanza di sei anni. Mi ha aiutato a vedere le cose anche con occhi diversi.
Quando stai male vedi tutto negativo, no? Pensi soltanto, ah ma chissà se ce la farò, chissà se riuscirò ad andare avanti, chissà se mi riprenderò. Però il supporto psicologico mi ha aiutato a vedere anche il rovescio della medaglia. Cioè nel senso, ti può dimostrare quanto riesci ad essere forte. Non devi soltanto vedere il lato negativo, ma ti fa anche capire che puoi farcela. Se vuoi qualcosa, la puoi fare. Non ci sono scuse, non ci sono mezzi termini. Se ci metti tutto te stesso nelle cose, puoi raggiungere obiettivi giganteschi.
Spero di essere, appunto, d’esempio per tutte quelle persone che attualmente, come me sei anni fa quasi, stanno affrontando questo calvario. Però si guarisce.
Di cambiamenti ce ne sono stati parecchi durante quell’anno, per via delle terapie e di tutto il resto. Però se devo riassumere tutto in una parola, potrei dire perseveranza.
Ivan