La storia di Laura

Io sono Laura Di Fiore, sono una volontaria AIL dal 2020, con il mio gruppo di formazione abbiamo fatto il corso, l’abbiamo continuato nonostante iniziasse questo duro periodo. Sono stata qui in sede anche durante il Covid con le autorizzazioni e tutto quanto ad affrontare la situazione.
Sono sempre stata propensa al volontariato, fin da quando ero ragazzina ho sempre lavorato con associazioni varie, iniziative varie. Poi sono arrivata in AIL sei anni fa, per caso, sono rimasta e sono molto contenta di esserci.
Io collaboro con la segreteria e con l’ambulatorio e poi cerco di essere utile collaborando anche nelle varie iniziative proposte dall’associazione in maniera tale che si possano svolgere al meglio. Il servizio di ambulatorio mi dà la possibilità di stare a contatto con i pazienti, lì cerchiamo di fare un po’ da cuscinetto con i pazienti.
Ogni giorno è una situazione diversa, ogni momento è un momento diverso perché ogni paziente che si presenta a noi ha una sua personalità, una sua problematica e quindi bisogna avere la delicatezza di esserci ma anche di saper stare al proprio posto anche in silenzio, non essendo troppo presenti.
Quando è stato possibile ho fatto anche servizio in reparto, la situazione è molto molto delicata perché i pazienti non possono ricevere visite da esterni, quindi sono lontani dai loro affetti, quindi la nostra presenza lì è una presenza che arriva così e porta una ventata d’aria. Mi mettevo in gioco, mi mettevo veramente in discussione ogni volta che mi trovavo ad aprire una porta dove sapevo che di trovare un paziente, non sapevo quale paziente, in quale condizione, se avesse avuto voglia di parlarmi o se aveva necessità di stare per conto suo e quindi magari si girava dall’altra parte e io dovevo uscire in punta di piedi e andare via.
Dietro a questo lavoro di volontariato, che è andiamolo a lavoro, c’è un lavoro su se stessi che è molto importante da fare, molto importante da svolgere e ti rendi conto giorno dopo giorno di tutto quello che puoi fare. All’inizio non avrei mai pensato di poter fare tutto quello che in effetti oggi dopo sei anni riesco a fare, questo grazie al supporto che riceviamo qui in associazione sicuramente, ma grazie al fatto che ogni volta ti metti in discussione e quindi vado a riflettere su quello che io posso riuscire a fare e soprattutto quello che io posso riuscire a dare e io ritengo che AIL va sostenuta e sono qui per questo.
Qui trovo la concretezza, trovo che le risorse che noi riusciamo a reperire con le nostre campagne, con le nostre iniziative, vengono concretamente poi realizzate delle cose importanti, importanti per i pazienti, importanti per le famiglie dei pazienti, importanti per la ricerca, veramente a tutto tondo e stando qui frequentando l’associazione vedo che le cose realmente funzionano e anche con una certa trasparenza.
Mettersi in gioco perché, come dicevo prima, bisogna affrontare ogni giorno le cose che si presentano, quindi ti metti in gioco quando affronti una cosa anche nuova da fare e allora ho fatto tante cose che non credevo neanche di poter riuscire a fare e invece ci ho provato e ci sono riuscita con discreto successo.
Si impara tanto stando qui, si impara a rapportarsi con i pazienti, con i colleghi, con lo staff, con tutti quelli che ci circondano qui in associazione, c’è tanto da fare.